Le donne nel mondo digital e tech

da | Giu 17, 2024 | Papers!

Colmare il gender gap nell’ambito STEM per il progresso collettivo

L’acronimo STEM indica le discipline di Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica, che hanno assunto un ruolo centrale in ogni aspetto della nostra vita. Dallo sviluppo di nuovi farmaci alla progettazione di infrastrutture intelligenti, dalla creazione di software rivoluzionari alla tutela dell’ambiente, si tratta di settori chiave per affrontare le sfide globali odierne e costruire un futuro migliore.

In questo contesto, la disparità di genere che ancora persiste è un ostacolo significativo al progresso collettivo. La sottorappresentazione delle donne limita la diversità di pensiero e di approccio, privandoci di preziose risorse e competenze.

La portata del gender gap

Nonostante i progressi registrati negli ultimi anni, la disparità di genere nell’ambito STEM rimane una realtà non indifferente a livello globale. Secondo l’UNESCO, le donne rappresentano solo il 28% del personale di ricerca e appena il 35% delle iscrizioni ai corsi di laurea in queste discipline. Seppur incoraggianti, questi dati evidenziano un divario ancora significativo che necessita di essere colmato: è infatti frequente la rinuncia ai percorsi professionali relativi alle discipline STEM da parte di donne e ragazze a causa di stereotipi di genere ancora radicati.

Tale divario non si manifesta solo in termini scolastici o accademici: le donne che lavorano in questi settori spesso si scontrano con ulteriori ostacoli, come le discriminazioni che vanno dalla disparità salariale alla mancata considerazione per opportunità di crescita professionale, fino a situazioni di ostilità nel proprio ambiente lavorativo.

Le cause culturali e sociali

Elencare le cause della disparità di genere è molto difficile, poiché le ragioni sono molteplici e complesse. Sicuramente un grosso ruolo lo giocano gli stereotipi culturali che, fin dalla giovane età, influenzano le bambine indirizzandole verso materie umanistiche e artistiche. Infatti, i pregiudizi inconsci di chi ha un ruolo nella crescita e nella formazione delle giovani ragazze possono arrivare a influenzarne le scelte formative e professionali, ostacolando il loro accesso alle opportunità in ambito STEM.

Inoltre, la limitata conoscenza di modelli femminili rende loro difficile navigare ambienti ancora dominati dagli uomini. Nonostante le tante difficoltà, un gran numero di donne ha lasciato un’impronta significativa e dato un contributo importante allo sviluppo della scienza, della tecnologia, dell’ingegneria e della matematica nel corso della storia, pur rimanendo all’ombra di colleghi maschi.

Tra i numerosi esempi, vorrei citare due giovani e brillanti matematiche britanniche che mi hanno stimolata ad approfondire le mie competenze in ambito informatico. Si tratta di due figure che, con il loro lavoro, hanno cambiato fondamentalmente le nostre vite: Ada Lovelace, considerata la prima programmatrice della storia, e Joan Clarke, che ha contribuito a decifrare il codice nazista Enigma durante la Seconda Guerra Mondiale. Per riuscire a raggiungere questi risultati, loro, come tante altre donne nella storia, hanno dovuto affrontare non solo le difficoltà che le discipline STEM presuppongono, ma anche lottare contro stereotipi di genere e superare barriere culturali e sociali.

Come cambiare le cose

Colmare il gender gap in ambito STEM è un obiettivo che dovremmo porci come collettività poiché richiede un impegno comune da parte delle istituzioni pubbliche, del sistema scolastico, delle aziende e delle famiglie. A livello didattico sarebbe importante promuovere l’educazione e stimolare l’interesse verso queste materie a partire dalla scuola primaria, sfidando gli stereotipi e incoraggiando bambine e ragazze nello studio di materie scientifiche e tecnologiche. Inoltre, sarebbe fondamentale una formazione specifica a docenti e insegnanti per promuovere un’educazione inclusiva e priva di pregiudizi.

A livello sociale, un aiuto concreto può arrivare dall’organizzazione e dalla diffusione di iniziative di mentoring e role modeling, per ispirare le ragazze e far conoscere loro le opportunità offerte dalle carriere STEM e per creare una rete di supporto a cui affidarsi. Una realtà sempre più importante che cerca di colmare questa necessità è SheTech: un collettivo di donne che, oltre a organizzare eventi di formazione, si pone come rete di supporto alle ragazze interessate al settore dell’informatica. Negli ambienti lavorativi, sarà prioritario promuovere la parità di genere nelle assunzioni, nelle promozioni e nei compensi. A ciò sarà importante affiancare delle politiche aziendali che possano permettere alle donne di mantenere un equilibrio lavoro-famiglia che comprendano orari flessibili, smart working e asili nido aziendali.

Verso una società più equa, innovativa e avanzata

Tutto questo non è solo una questione di equità di genere, ma è un investimento fondamentale per il progresso collettivo. La diversità di esperienze, punti di vista e competenze è un valore aggiunto per la scienza, la tecnologia, l’ingegneria e la matematica. La mancanza di partecipazione priva la società di preziose competenze e di talenti che possono essere una grande risorsa per la collettività. Tutto ciò limita anche la capacità di innovare e di trovare soluzioni creative ai problemi, poiché la diversità di pensiero e di approccio è un fattore chiave per l’innovazione. È nostro dovere, quindi, agire con decisione e impegno per trasformare le sfide in opportunità, facendo del nostro mondo un luogo in cui il genere non determina il futuro professionale di una persona, ma dove ogni individuo ha la possibilità di contribuire al benessere collettivo. Promuovere l’ingresso delle donne in questi settori è un passo verso una maggiore giustizia e un imperativo per costruire un futuro più inclusivo.

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