Metaverso: hype o business?

da | Giu 29, 2022 | Papers!

Le origini del termine Metaverso

Da alcuni mesi e sempre in più contesti, si sente parlare di Metaverso. In particolar modo da quando Zuckerberg, il padre di Facebook, ha deciso di cambiare il nome della propria azienda in Meta. 

Ma si tratta davvero di una novità? In realtà, no. 

Il termine Metaverso venne utilizzato per la prima volta nel 1992 da Neal Stephenson all’interno del libro “Snow Crash”. Tra le sue pagine, l’autore descrive il Metaverso come una sorta di realtà virtuale condivisa tramite Internet, dove si è rappresentati in tre dimensioni attraverso il proprio avatar.

Cos’è il Metaverso?

Per certi aspetti possiamo considerarlo come l’evoluzione di Internet, senza il timore di pensare che possa sostituirlo, in quanto si tratta di un’integrazione. 

Parliamo di un concetto difficile da comprendere con precisione, soprattutto se non si è avvezzi al mondo dei videogiochi.  In questo contesto, già abituato al concetto di mondi virtuali, gli utenti possono già da tempo accedere a una sorta di Metaverso, anche  attraverso l’uso di visori 3D. Questi visori permettono di compiere vere e proprie esperienze virtuali e di interagire con altre persone. 

Il Metaverso si sviluppa quindi nel mondo digitale: è composto da informazioni, bit e dati, tutti in stretta correlazione con l’universo fisico. La struttura spazio-temporale di questo nuovo mondo è la medesima di quello in cui viviamo, composta dalle dimensioni di lunghezza, larghezza, profondità e tempo. Questa correlazione ci permette di definirlo come uno cyberspazio, ovvero un universo creato e alimentato dalle reti globali di comunicazione.

In un futuro non troppo lontano sarà probabilmente più comune parlare di Metaversi, piuttosto che di un unicum: saranno sempre più le realtà che verranno a crearsi e ognuno di noi avrà la possibilità di scegliere a quale prendere parte.

Non servono competenze speciali nel campo informatico per accedere al Metaverso, basterà essere in possesso di dotazioni base come:

  • un computer o uno smartphone;
  • una connessione a Internet;
  • un account su una delle piattaforme del Metaverso scelto;
  • opzionale: un visore 3D per un’esperienza più immersiva.

Le piattaforme attuali per entrare nel Metaverso

Ecco alcune piattaforme per poter accedere alla realtà virtuale.

  • Decentraland è un Metaverso creato da Ethereum, una famosa piattaforma che ha dato vita alla criptovaluta Ether. Gli utenti, una volta iscritti, possono visitare l’universo digitale o dedicarsi alla creazione di edifici virtuali di ogni genere. In questo mondo, nato sotto il tetto di un brand finanziario, è possibile anche guadagnare, facendo pagare in MANA (la moneta ufficiale) la visita ai propri spazi. Non solo tutti gli elementi presenti possono essere acquistati, ma si possono anche organizzare eventi. Per esempio si è tenuto un festival musicale con Paris Hilton.
  • Sandbox è diventato popolare da quando ha annunciato una partnership con Facebook/Meta. Si tratta di un mondo digitale con una sua specifica moneta, ma anche di un gioco che premia i creatori di contenuti disposti a investire nelle proprie capacità. I suoi avatar ricordano il videogioco Minecraft per via dello stile visivo a blocchi. Inoltre, Sandbox sta anche stringendo importanti collaborazioni con centinaia di differenti marchi.
  • Stageverse è una nuova piattaforma virtuale completamente dedicata alle esperienze immersive, tanto che consente agli utenti di assistere a concerti attraverso filmati 3D a 360°. È possibile accedere a Stageverse attraverso l’App Oculus Quest per dispositivi iOS e Android.

Alcune possibili applicazioni del Metaverso

Oggi, il Metaverso viene utilizzato solo nel contesto videoludico o d’intrattenimento. In un futuro prossimo, però, si auspica che venga declinato anche in altri ambiti.

Corpo e moda

L’utilizzo di un avatar offre la totale libertà estetica e di rappresentazione di sé. L’utente, inoltre, ha sempre l’opportunità di scegliere in che modo e con quale stile vestire la sua personificazione virtuale.

Formazione e istruzione

La possibilità di rappresentare in maniera controllata e prescritta situazioni complesse del mondo reale permette di infondere un’istruzione più performante e ottimizzata. Immaginate di poter imparare a guidare e prendere la patente in un mondo virtuale e privo di rischi reali.

Arte, teatro, architettura e design

I mondi virtuali sono ideati da creativi e, anche solo per questo, diventano il loro luogo ideale. Oggetti, ambienti, contesti e interi mondi potranno essere plasmati secondo il loro estro.

Ufficio virtuale e smart working

L’evoluzione delle tecnologie dell’identità, il lavoro agile, le call conference: tutte tecnologie e soluzioni di comunicazione e lavoro che negli ultimi anni abbiamo imparato a conoscere e che potrebbero trovare nella virtualità la sintesi più efficace.

Le resistenze al cambiamento

Non volendo approfondire tutti gli aspetti e le ripercussioni morali di questa realtà, possiamo dire che il Metaverso al momento è solo e puro hype, tanto che non esiste un prodotto vero e proprio, fatta eccezione di quelli creati per esclusive finalità videoludiche.

Immaginiamo un’intera vita trascorsa nel cyberspazio. Risulterebbe facile prevedere un periodo transitorio e diverse resistenze al cambiamento del tutto umane e inconsce: per esempio, oggi come oggi pochissimi vorrebbero davvero lavorare in un Metaverso. Questo non soltanto perché gli anni appena trascorsi ci hanno donato un’enorme voglia di tornare alla quotidianità lavorativa in presenza, ma anche perché sono ben poche le persone che vogliono vivere di solo lavoro digitalizzato. Ci pensate a come sarebbe una pausa caffè digitale?

Sicuramente stiamo vivendo un’evoluzione tecnologica e sociale senza pari nella storia dell’uomo. La sensazione è che in questo momento le grandi aziende come Meta e Microsoft stiano cercando di tastare il terreno per comprenderne la profittabilità e redditività. 

Riteniamo avventato lanciarsi in giudizi prematuri, tanto che è sufficiente volgere lo sguardo all’intera storia della tecnologia informatica per scoprire che è costellata da dichiarazioni di veri e propri guru che poi si sono rivelate totalmente fallimentari. Allo stesso tempo, crediamo sia doveroso studiare questa evoluzione anche per riuscire a farsi trovare pronti qualora dovesse presentarsi una concreta opportunità di business.

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